“Sta attente che c’è ‘l cane de Coso che s’addossa a le cristiane!”

Traduzione dal  tolfetano all’italiano:

“Stai attenta che c’è il cane di Coso che aggredisce le persone!”

Ma alla fine chi è “Coso?”🤔⁉

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Questi cani che abbaiano non se ne può più

Ore 9.00 a.m.

Avevamo appena finito di stendere i panni sul balcone.
Passa un pick-up con un pastore tedesco sul retro. Ringo che non può vedere ne i pick-up, né tanto meno i pastori tedeschi, abbaia. Ma prima di lui lo fa una pitbull del vicino. Ovviamente il pastore tedesco risponde ai nostri cani. Normale routine mattutina delle 9.00.

Improvvisamente, un altro vicino alza la voce verso di me e mia madre dicendo: “Eh, ma con questi cani che tutte le mattine alle 7.30 abbaiano. Ciò che la fate finita!”…

  1. Sono le 9.00 del mattino e non le 7.30
  2. Io ho l’allarme del cellulare alle 7.30 ed il secondo alle 8.00, e le persiane che danno sui balconi le apriamo dopo le 8.00. Pertanto il mio cane fino alle 7.30 dorme e fino alle 8.00 lo tengo in casa. Non può essere Ringo ad abbaiare
  3. “Con questi cani” io ho solo un cane. Non un canile.
  4. Le nostre case affacciano su una strada non proprio piana. È piena di dossi e buche. Alle 7.00 circa passa sempre un’ape di un signore che va in campagna e fa un rumore assordante che, almeno a me, fa sempre sussultare. E subito dopo dei trattori con dei pianali a rimorchio che fanno lo stesso effetto.
  5. Il quartiere dove abitiamo si è ormai riempito di famiglie con cani.
  6. Il signore abita in un condominio dove è presente un’altra famiglia che ha un cane (che per giunta abbaia molto più spesso di Ringo)
  7. Nelle stesso condominio è presente una famiglia che non fa altro che gridare dalla mattina alla sera (avete presente lo spot della nota candeggina dove tutti in casa urlano per avvisare di quanto pulisce il prodotto? Ecco, un po’ così).
  8. Lo stesso signore ogni tanto accende lo stereo ad alto volume.
  9. Sempre sulla stessa strada, nei fine settimana, passano in continuazione moto da strada, moto da crosso, motorini e chi più ne ha più ne metta.

Ora mi domando. Ma è mai possibile che sia solo il mio cane a fare chiasso? Che poi sì abbaia, ma non in continuazione e nemmeno agli orari che dice il tizio. Per fare un esempio la sera prima erano circa le 23.00  e lui tranquillamente dormiva sul balcone e non ha mai abbaiato.

Ogni abbaio, indipendentemente dal cane che lo fa, è colpa di Ringo.
Ogni escremento di cane in strada non raccolto è comunque di Ringo.
Tutti gli altri gridano, fanno chiasso ad orari impensabili e tutti zitti. Tanto è colpa di Ringo.

MA PER FAVORE!

IMG_3855Ringo stranitoNella seconda foto aveva poco più di un anno… a Dicembre ne avrà 12.

Parlando

Io: “Noi abbiamo in casa una stufa a gas, di quelle che hanno la fiamma davanti. Pensi che non possiamo accenderla perché Ringo, il nostro cane,  si alza dalla sua copertina e si piazza davanti alla fiamma correndo il rischio che prendi fuoco e così siamo sempre costrette a tenerla spenta.”

Signora: “Beh, quando l’accendete potete chiudere il cane in un’altra stanza!”

Io: “😐”

 

Non abbiamo il riscaldamento centralizzato, quindi abbiamo stanze completamente fredde, come puoi chiedermi di chiudere il cane al freddo, in un’altra stanza per tenerci calde noi?

Poi-senti-parlare-certa-gente-e-ci-rimani-così
Credit: Da una pagina facebook di cui non mi ricordo il nome. Scusate!

Comportamento umano…secondo me.

Avere-torto

Quando una persona, durante una discussione, tende ad alzare il tono della voce e/o parlare ininterrottamente impedendo così all’altro di controbattere, molto probabilmente è in torto.

Errori di identità

Mi trovo a pranzo.
Un normalissimo e tranquillo pranzo, con la classica pasta. Pensavo che niente mi avrebbe potuto distogliere dalla consumazione.

Mi sbagliavo.

DRIIIIIN!!!

I soliti call center che trovano sempre il momento migliore per disturbare. Ho superato tempo fa il limite di sopportazione, tanto che questa volta sono davvero tentata di rispondere male a chiunque mi parli dall’altra parte. A volte mi chiedo perché hanno questa certezza di riuscire ad imbrogliarmi, quando telefonano a distanza di settimane. Pensano che lasciando passare del tempo tra una telefonata all’altra io mi dimentichi di loro. Non c’è niente di più sbagliato. Io mi ricordo perfettamente.

Rispondo.

“Buongiorno, sto cercando Noemi Allocchi è lei?”

Ci rifletto sopra. Perché rovinarmi la giornata con discussioni inutili. Così rispondo: “No, non sono io. Ha sbagliato numero!”

“Mi scusi allora. Buona giornata!”.

Tanto mica mi chiamo Noemi!

PS: nel caso esistesse una persona con questo nome mi dispiace se sei citata in questo modo, ma la persona che mi ha telefonato mi ha contattato ha detto questo nome!

A Natale si è davvero tutti più buoni?

Io non credo che proprio tutti siano buoni a Natale.
E due episodi che mi sono successi negli ultimi tre giorni, ne sono una piccola conferma. Diciamo che formano solo la punta dell’iceberg.

Che si sa che sulle strade ne succedono di tutti i colori, e sia i pedoni che gli automobilisti, potrebbero tirarne fuori parecchie di cose assurde. Voglio tralasciare il fatto di coloro che guidano a velocità eccessive perché non è questo l’argomento. E non si tratta nemmeno di quei pedoni che nonostante abbiano le strisce pedonali a due passi, attraversano la strada  dove gli pare e sostandoci in mezzo a lungo (a loro rischio e pericolo), camminando come se stessero facendo una passeggiata in un area pedonale. O che attraversano senza guardare se la strada è libera (diciamo che in certi casi le colpe ce l’hanno entrambi e non voglio prendere le difese di nessuno dato che anche io sono sia pedone che automobilista).

Ma qui non si parla di pedoni. Ma di automobilisti che interagiscono fra loro.

PRIMO EPISODIO: USCIRE DA UNA STRADA LATERALE

Mi trovo in un senso unico. O meglio sto uscendo da un senso unico e non ho io la precedenza. Dal momento che in quel preciso momento ci sono i genitori che stanno riportando i propri figli a casa da scuola e molti di essi se ne vanno con le loro auto, si evince che il traffico è lento. Le auto dei genitori sono tante e non posso infilarmi in mezzo per uscire dal senso unico nel quale mi trovo (e sottolineo che non ho io la precedenza e che devo quindi attendere il momento buono per uscire). Dietro di me si forma una fila lunghissima di auto che si trovano nella stessa mia situazione, ovvero devono anche loro aspettare la precedenza. Fin lì niente di strano. Finché dietro di me, un ragazzo che non fa altro che fare avanti e indietro con l’auto senza fare niente, continua a suonarmi il clacson alle spalle ed allo stesso momento una donna mi sorpassa su un senso unico mi guarda male e ne esce fuori tranquillamente. Ora, si dà il caso che anche io avrei potuto farlo, ma purtroppo appena si presentava l’occasione di infilarmi in uno spazio tra le auto mi attraversavano le mamme con i loro figli e l’unico momento buono me lo “ruba” questa donna che mi supera.
A quello dietro di me mi verrebbe da dirgli un paio di cose se stesse leggendo questo post: 1- Perché non hai fatto come quella donna che mi ha superato, invece di continuare a suonarmi alle spalle? 2 – Cosa pretendi che faccia un frontale con una delle auto che passavano affinché tu potessi passare? Tanto per informarti sto cercando di insegnare alla mia auto a saltare o a volare ma purtroppo con scarsi risultati. Quando avrà imparato sarai il primo a saperlo -.-

SECONDO EPISODIO: PERCHÉ DEVI INSULTARMI QUANDO HAI TORTO?

Intanto vi descrivo l’ambiente e poi la scena. Il mio paese, è di origine medievale e molte delle strade non sono propriamente larghe, ma comunque un autobus o un furgone possono transitarci normalmente ( a patto però che non passino entrambi nello stesso momento in direzioni opposte, lì sarebbe praticamente impossibile). Il punto esatto in cui succede quello che vi sto raccontando si svolge nella via principale e precisamente in una curva a “S”. C’è la piazza (non molto grande) poi una leggera curva a destra (e qui inizia subito la strada stretta) e subito dopo una curva a sinistra. È stato anche messo uno specchio proprio per far capire a chi sopraggiunge in una delle due direzioni se ci sono auto in arrivo. L’ambiente è questo.

Ora immaginate questo. Io su una Matiz, che sto imboccando questa serie di curve con un autobus di linea grande dietro di me. Normalmente i pullman prima di fare queste curve suonano per avvisare che stanno transitando, ed è quello che ha fatto anche l’autista di questo mezzo. Purtroppo però ci blocchiamo tutti e due perché proprio sulla seconda curva, un camioncino è fermo davanti alla tabaccheria. L’autista è sul mezzo e sta aspettando che la passeggera compri le sigarette al distributore automatico.

L’autista mi fa cenno con la mano che posso superarlo, ma mi risulta impossibile dal momento che sopraggiungono (guarda caso) auto dalla direzione opposta. Suono il clacson non perché ho fretta, ma per avvisare che ho alle spalle un pullman e che sarebbe il caso di spicciarsi per non creare un intoppo.

Ma come sorpresa ricevo un “Ma vaff******!” dalla “signora” al distributore.  o_O

Quindi dopo queste due esperienze vi dico che non è vero che a Natale si è tutti (o quasi) più buoni. Anzi.

Anche se queste sono delle eccezioni…Per fortuna!

In sala d’aspetto c’era un comizio

Ieri pomeriggio, intorno alle 16 sono uscita di casa per andare dal medico per delle ricette. Normale routine che si ripete ogni mese. Il tempo sembrava promettere bene. Sembrava.
Decisi di andarci a piedi. Non avevo intenzione di perdere tempo a cercare parcheggio, che per quando l’avessi trovato,  lo studio medico era chiuso da un pezzo.

Ovviamente arrivata a destinazione capii subito che dovevo attendere pazientemente il mio turno. Ma non mi depressi perché tanto era una cosa che dovevo fare e lamentarmi per la lunga fila di gente, non avrebbe migliorato certo la situazione. Ma sono stata previdente. Mi sono portata da casa un libro da leggere (Palladio di Valerio Massimo Manfredi). Scelto soltanto perché posseggo l’edizione pocket che entrava facilmente in borsa, lo avrei ripreso a leggere in seguito, una volta che  finito quelli che sto leggendo ora.

Pensavo che l’ambiente riservato della sala d’aspetto del medico mi avrebbe aiutato a leggere con tranquillità, ma mi sbagliavo.

Un gruppo di donne di fronte iniziano a discorrere maleducatamente ad alta voce. Su una serie di sei sedie, tutte occupate, queste signore, due a due, parlavano e parlavano. Chi raccontava della stanchezza che hanno nel dover rassettare la casa, chi dei vari acciacchi nei quali si facevano da sole le diagnosi, e così via. Sembrava di stare in un salone di una parrucchiera, dove tutte sono intente a spettegolare di tutto e di tutti.
Ogni paziente che usciva dopo la visita, riferiva al gruppetto che il dottore chiedeva la cortesia di avere il silenzio nella stanza, perché altrimenti gli risultava impossibile visitare.

All’inizio seguivano ordinatamente il consiglio, ma passati pochi minuti, quelle riprendevano i loro cicalecci tanto che dovetti interrompere la lettura del libro. Era impossibile leggere.

Il tutto era condito da persone che entravano in sala d’aspetto, vedevano la calca di gente ed inorridite se ne riandavano via. Salvo trovarle più tardi in piazza intente a discorrere da almeno un quarto d’ora.

Misteri della mente…

Ma immagino che io non sia l’unica ad assistere a queste scene!

Una persona sta cercando di parcheggiare con una Panda davanti al nostro garage che ha una porta molto grande e visibile.
Mia madre lo avverte che non può mettersi davanti perché se c’è un’emergenza non posso uscire con la mia auto e né tanto meno poterlo rintracciarlo dal momento che in paese c’è una festa in corso.
Lui si volta verso mia madre e dice: “Non posso stare qui?”
Mia madre ripete do no.
E lui riprende: “Perché? È un garage?” o_O

“No! In realtà è la baita del nonno di Heidi!” -.-”

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