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12 consigli per disegnare fumetti

Articolo interessante con ottimi spunti. Da leggere 🙂

giulio de vita

  1. Leggibilità

    Il fumetto è un linguaggio narrativo prima che artistico e come tale ha una “grammatica”. Padroneggiare le sue regole è basilare prima ancora di fare bei disegni. La lettura delle vignette per quanto riguarda il fumetto occidentale avviene da sinistra a destra e dall’alto in basso e la stessa direzione avviene all’interno delle vignette nella disposizione dei balloon. Anche nel disegno è principale questa regola: i personaggi devono distinguersi l’uno dall’altro senza possibilità di equivoco. Per questo vanno caratterizzati nella dovuta maniera con almeno un dettaglio che li renda inconfondibili rispetto agli altri. Infine, i vari elementi che compongono la scena devono distinguersi l’uno dall’altro senza nascondersi se non volutamente per un effetto necessario alla narrazione.

  2. Usa materiali di qualità

    Che tu lavori in digitale o su carta, la regola vale lo stesso: costano certamente di più, ma dureranno di più nel tempo e non ti tradiranno, e in…

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Review: Nihal della terra del vento

Nihal della terra del vento
Nihal della terra del vento by Licia Troisi

My rating: 3 of 5 stars

È la mia prima lettura del romanzo. La storia scorre bene ma mi aspettavo qualcosa di più. Il primo romanzo è prevalentemente incentrato sulla formazione del carattere della protagonista, che per altro, a me infastidisce parecchio. Una ragazza che non accetta regole, e soprattutto consigli. La sento presuntuosa e vuole che tutto venga fatto secondo i suoi tempi. Non ha pazienza. Ma nella storia ci può stare. Sarebbe stato monotono il solito eroe che accetta il suo destino, parte e sconfigge il nemico senza mai avere dubbi. Suppongo però che la vera recensione debba essere fatta al termine della trilogia, perché se prendessi un singolo volume, questo non mi ha entusiasmato. Vedrò se al termine dell’intero arco narrativo le mie aspettative vengano soddisfatte.

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Papaveri rossi

Ad alcuni verrebbe in mente una delle canzoni di Orietta Berti. Ma a me, ogni volta che ci passo davanti ho in mente la bellissima canzone di De André “La Guerra di Piero”.

Dormi sepolto in un campo di grano, non è la rosa non è il tulipano. Che ti fan veglia dall’ombra dei fossi, ma sono mille papaveri rossi.

Non sapevo di averne! E invece…

Apro la mia casella di posta.

La prima mail arriva da parte di Ubi Banca che mi avvisa di avermi bloccato la carta di credito.

La seconda mail arriva da Unicredit, che mi avvisa di avermi bloccato la carta di credito.

La terza mail arriva da Intesa Sanpaolo che mi avvisa di avermi bloccato la carta di credito.

La quarta mail arriva da CheBanca! che mi avvisa di avermi bloccato la carta di credito.

Ero convinta di non avere soldi e mi ritrovo con quattro carte di credito di altrettante banche diverse che per giunta me le hanno bloccate.

E come se non bastasse mi arriva una telefonata, da parte di un call-center che si occupa di folletti, a cui risulta che io sia una loro cliente.

Si tratta ovviamente di mail truffa, io non ci sono cascata perché appunto non ho nessun conto aperto che nessuna di loro. Ma anche se ne avessi avuto uno aperto, prima di aprire la mail e fare ciò che mi veniva richiesto, avrei telefonato direttamente alla mia banca, perché nessuna di esse vi contatterà in questo modo nel caso di chiusura del conto.

Per tanto non cascateci! Contattate sempre prima la vostra banca, onde evitare che truffatori rubino i vostri risparmi sudati!

Io ci sto scherzando, ma sono cose da prendere sul serio!

Review: Il profanatore di biblioteche proibite

Il profanatore di biblioteche proibite
Il profanatore di biblioteche proibite by Davide Mosca

My rating: 2 of 5 stars

Il titolo è fuorviante . È sì un romanzo che si legge velocemente, ma che non si fa alcuna menzione a biblioteche proibite di cui parla il testo. E mi domando perché sia stato scelto questo titolo. Tra l’altro non si capisce chi sia (o meglio chi fa) il profanatore, se il fantomatico Lupo, i protagonisti dal momento che si ritrovano in una tomba a scavare o altri. Verso il finale del romanzo, fatto di colpi di scena e molti anche prevedibili e che conducono in parole povere ad un niente di fatto, dal momento che nessuno si ritrova effettivamente con il vero oggetto della ricerca. Voto sufficiente e non vedo nessuna associazione a Dan Brown o Ken Follett, come si legge in quarta di copertina (dell’edizione che ho io in possesso).
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Review: La coscienza di Zeno di Italo Svevo

La coscienza di Zeno di Italo Svevo
La coscienza di Zeno di Italo Svevo by Giacinto Spagnoletti

My rating: 2 of 5 stars

Non mi ha fatto impazzire, anche se si nota appieno la rappresentazione dell’uomo dell’epoca (ma anche odierno a pensarci bene). Non mi piace il carattere del protagonista che crede di essere malato e non lo è. E crede di amare le persone e fare le cose nelle migliori intenzioni. Non sa prendere effettivamente una vera decisione e nonostante i “buoni propositi”, come li definisce lui, non riesce a portare a termine un compito. Se sta con la moglie cerca l’amante, e quando è dall’amante cerca la moglie. Parte con un’idea ma poi si comporta in tutt’altra maniera.
L’unica cosa che ho apprezzato del romanzo sono le ultime frasi che Zeno rivolge al dottore parlando del mondo e della malattia.
Ma non lo rileggerei una seconda volta.

La-coscienza-di-zeno

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“Sta attente che c’è ‘l cane de Coso che s’addossa a le cristiane!”

Traduzione dal  tolfetano all’italiano:

“Stai attenta che c’è il cane di Coso che aggredisce le persone!”

Ma alla fine chi è “Coso?”🤔⁉

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